P.A & Il mondo immaginario – No al cartaceo solo digitale presso le Pubbliche Amministrazioni –

Con l’obiettivo di produrre un notevole taglio della spesa pubblica, l’hanno pure stimato fino a 3,2 miliardi di euro (da ForumPA tenendo conto anche della fatturazione elettronica, del fascicolo sanitario elettronico e delle ricette mediche digitali).

Le Pubbliche Amministrazioni sono quindi tenute ad abolire i registri cartacei introducendo sistemi digitali per produrre e conservare i documenti, classificandoli in modo univoco e corretto utilizzando criteri omogenei di classificazione e di archiviazione.

In pratica tutte le Pubbliche Amministrazioni dovranno adeguare i sistemi di gestione informatica per produrre in formato digitale tutti gli originali dei documenti amministrativi che gestiranno.

Gli atti formati dalle Pubbliche Amministrazioni con strumenti informatici nonché i dati e i documenti informatici detenuti dalle stesse, costituiscono informazione primaria ed originale. Quindi esse possono procedere ad acquisire i documenti anche mediante sistemi OCR (riconoscimento ottico dei caratteri) o con digitazione del loro contenuto (trascrizione manuale su supporto elettronico).

A tale previsione segue quella contenuta nell’art.22, co.3, che dispone “le copie su supporto  informatico  di  documenti  formati  dalla pubblica amministrazione in origine su supporto analogico  ovvero  da essa detenuti, hanno il medesimo valore giuridico, ad ogni effetto di legge, degli originali da cui sono tratte, se  la  loro  conformità all’originale è assicurata dal funzionario a ciò delegato nell’ambito dell’ordinamento proprio dell’amministrazione di appartenenza, mediante l’utilizzo della firma  digitale  o  di  altra firma elettronica qualificata e nel rispetto  delle  regole  tecniche stabilite ai sensi  dell’articolo  71”.

Quindi per dare validità alle copie sarà necessario avere, oltre alla delega specifica al funzionario, una firma digitale o altra firma elettronica qualificata apposta al documento. 

Il tutto formando il personale in modo adeguato.

E quale sarebbe il modo adeguato per formare quel personale che per esempio, nei Comuni non sa ancora utilizzare una email, non sa cosa sia la Pec, non sa allegare ad una email un file?

Siamo alle solite. Vogliamo creare riforme migliorative, ma non ci sono le persone giuste per poterle effettivamente rendere tali, cosicché diventano peggiorative ed elusive.

Primo esempio della non digitalizzazione: in alcuni Comuni  si usa ancora il registro cartaceo, per giustificare l’uscita per motivi di servizio.  Incredibile ma vero.  Tuttavia e paradossalmente presso gli stessi Comuni è in vigore il badge elettronico.

Come si concilia il badge elettronico con un permesso di uscita scritto su un registro cartaceo? 

Sulle scrivanie dei nostri dipendenti pubblici ci sono tante carte. Che fare di queste carte, le digitalizziamo tutte?

Credo che una vera riforma sia quella di rottamare e mandare realmente a lavorare chi tenta di riformare in peius.

Fattura elettronica? Si è vero è elettronica, ma il dipendente degli enti locali che la deve registrare e pagare la stampa.

Ma questo passaggio importantissimo i nostri ministri riformatori e innovatori lo sanno?

Per non parlare poi di chi utilizza le stampanti e soprattutto fotocopiatrici per sul posto di lavoro per usi privati. Peraltro come fan tutti.

Digitalizziamo anche i nostri politici?

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