LE PROGRESSIONI NEL PUBBLICO IMPIEGO

LA CARRIERA DEI DIPENDENTI PUBBLICI

 

Le progressioni consistono nella possibilità offerta ai dipendenti pubblici in virtù di alcuni titoli di studio posseduti e dell’esperienza e qualifica maturata durante la sua vita lavorativa da impiegato di fare carriera lavorativa.

Le progressioni possono essere (verticali) di carriera ovvero economiche (orizzontali).

La disciplina delle progressioni verticali è regolamentata solo dalla legge ordinaria e mai la contrattazione collettiva può modificarle, salvo espresse deroghe previste sempre dalla legge nazionale.

Attraverso la progressione verticale le amministrazioni pubbliche possono consentire al dipendente pubblico il passaggio ad aree funzionali superiori.

Questo però può avvenire non come prima, dove chiunque si è visto per magia progredire (e oggi troviamo funzionario D senza laurea – soprattutto nelle Province), ma attraverso l’indizione di un vero concorso pubblico.

Chissà perché da quanto è stata introdotta la procedura del concorso pubblico per le progressioni verticali, negli ultimi 8 anni sono veramente pochi i pubblici impiegati che sono riusciti a progredire ad un profilo giuridico ed economico superiore: per esempio da istruttore amministrativo a funzionario amministrativo – cioè da C a D.

Nelle progressioni verticali oltre al concorso pubblico le amministrazioni devono riservare il 50% dei posti messi a concorso a favore del personale interno in ragione delle competenze professionali sviluppate dai dipendenti e delle specifiche esigenze dell’amministrazione stessa.

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Invece in tema di progressioni orizzontali il dipendente pubblico che per tre anni consecutivi o cinque anni non consecutivi è collocato nella fascia di valutazione più alta ha titolo prioritario nella individuazione dei pubblici impiegati a cui erogare il beneficio della progressione.

All’articolo 52 del decreto legislativo 165/2001 è specificato che le progressioni all’interno della stessa area devono avvenire secondo principi di selettività in funzione delle qualità culturali e professionali, dell’attività svolta e dei risultati conseguiti, attraverso l’attribuzione di fasce di merito



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