La cocaina sul lavoro per migliorare la produttività

Un tempo la Cocaina veniva consumata solo per divertimento, o per moda: ci si sballava il sabato sera per non sentire la stanchezza. Inoltre, era diffusa soprattutto in ambienti – per così dire – di elite, come il mondo dello spettacolo, quello dell’arte, quello della finanza. La cocaina di oggi, invece, è del tutto trasversale e sempre più spesso viene usata anche per migliorare la propria produttività e per garantire performance più elevate a livello lavorativo: è per questo che vi ricorrono i camionisti che devono rimanere in strada per lungo tempo ma anche gli infermieri sottoposti a turni massacranti, gli chef che devono reggere lo stress e i chirurghi che passano in sala operatoria ore e ore di seguito. Dagli artigiani ai muratori, dagli avvocati ai piloti, sembra che non vi sia alcuna categoria professionale esente dall’uso di questa sostanza, che ben presto si trasforma in una vera e propria dipendenza.

Abbiamo trattato il problema della dipendenza da cocaina sul lavoro con IlCentro San Nicola, un fiore all’occhiello per il nostro Paese in fatto di dipendenze, al punto da avere ottenuto una notevole popolarità anche al di là dei confini nazionali, come dimostra la presenza di pazienti che provengono dalla Gran Bretagna, dai Paesi Bassi e perfino dagli Stati Uniti. La disintossicazione e la riabilitazione degli ospiti sono curati da uno staff professionale ed esperto nel trattamento delle dipendenze, attraverso programmi personalizzati e terapie su misura.

Ecco le risposte alle nostre domande…

Quali sono i motivi per i quali la cocaina è così allettante e invitante?

Tutte le persone che si lasciano affascinare da questa droga hanno l’illusione che, grazie ad essa, sia possibile combattere la fatica e sconfiggere lo stress. In una società e in un mondo del lavoro che richiedono ritmi sempre più elevati e frenetici, si ha bisogno di un aiuto esterno per sentirsi più performanti. Il problema è che, ovviamente, presto o tardi si finisce per rimanere schiavi di questa sostanza, e si entra in un tunnel da cui è molto difficile uscire.

La cocaina sul lavoro è usata come doping?

Proprio così: la cocaina rappresenta una sorta di carburante senza cui si ha paura di fermarsi. Le modalità di uso tradizionali della coca non sono scomparse, ovviamente, ma ora ce ne sono altre: la droga è a tutti gli effetti anche uno stimolante lavorativo, richiesta da professionisti e non solo. Il problema è che, nel momento in cui si comincia a sniffare per beneficiare di prestazioni superiori, ci si addentra in un circolo vizioso che richiede di consumare la droga in continuazione, anche più di una volta al giorno. E questa droga, ovviamente, ha dei costi. Così si concretizza quella situazione paradossale per cui si lavora di più per acquistare cocaina che deve essere consumata per riuscire a lavorare di più. 

La dipendenza è un pericolo, dunque. Ma perché si sniffa?

Come si può intuire, un uso solo performante non dura molto: nel giro di breve tempo si trasforma in una dipendenza da cocaina, poiché la quantità di cui prima ci si accontentava poi finisce per non bastare più. Maggiore è il grado di stress che il mestiere comporta e più ci si affida alla cocaina: non vanno dimenticate, poi, tutte quelle situazioni in cui si è anche frustrati o stressati. Dagli operai ai manager, dagli impiegati agli autisti, tutti sono attirati dalla coca che non è solo un eccitante, ma serve anche a eliminare la fatica e a ridurre lo stress.
La cosiddetta bamba in un certo senso non ha più l’identità e le funzioni di un tempo: nella sua nuova declinazione non serve più solo a divertirsi e non è più solo uno stupefacente che serve per darsi un tono e alla pari di chi occupa i gradini più in alto della piramide sociale. Invece, è una stampella che le persone utilizzano per sentirsi competitive, per lenire lo stress e per sostenersi. E si sa che le stampelle servono a chi è debole. 

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