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Il dipendente pubblico e l’impiegato statale :)

L’impiegato statale

Per impiegato statale o dipendente pubblico, si intende un lavoratore dipendente in servizio presso le pubbliche amministrazioni statali, che siano esse centrali o locali.

L’insieme delle norme e degli istituti che regolano il rapporto di lavoro dei dipendenti pubblici viene detto genericamente pubblico impiego.

Generalmente essi per poter accedere al ruolo devono superare un concorso pubblico, secondo le leggi vigenti dello stato.

Certo è che andrebbero rivisitate tutte quelle forme di assunzione e progressione di carriera avvenute prima dell’entrata in vigore della legge “brunetta”.

Il sistema giuridico ante Brunetta ha determinato grosse ingiustizie sociali lavorative nel mondo del pubblico impiego.

Il termine “pubblica amministrazione” viene oggi utilizzato, a seconda del contesto:

  • in senso oggettivo, una funzione pubblica/amministrativa, consistente nell’attività volta alla cura degli interessi della collettività (interessi pubblici);
  • in senso soggettivo, l’insieme dei soggetti che esercitano ogni giorno la funzione di curare gli interessi della collettività.

La pubblica amministrazione nel concreto può organizzarsi secondo i principi:

  • Accentramento amministrativo;
  • Decentramento amministrativo (principio di sussidiarietà)

Normalmente il lavoro subordinato è regolato da un contratto di lavoro col datore di lavoro, che stabilisce mansioni ed orario di lavoro, luoghi e remunerazione della prestazione.

Esso è attualmente la forma lavorativa più diffusa nel mondo economico e la rispettiva figura di lavoro è posta al centro del diritto del lavoro, tanto è vero che la vita lavorativa e a volte anche privata del dipendente pubblico, è paradossalmente disciplinata da norme imperative pubbliche e norme e di diritto privato, oltre al codice disciplinare (siamo a quota 3) adottato ormai da qualsiasi amministrazione pubblica.

Negli enti locali, Regioni, Città Metropolitana e Comuni i dipendenti pubblici sono così classificati:

  1. categoria A
  2. categoria B
  3. categoria C
  4. categoria D
  5. Dirigenti

Alla categoria C, impiegato amministrativo, ragioniere, si accede sempre mediante concorso con il requisito del diploma.

La categoria C sovente non ha quasi mai accesso al salario accessorio, se non tramite l’istituto dello straordinario.




Da non sottovalutare il lavoro del dirigente che coordina sia l’attività gestionale che il personale.

Altrettanto importante è il ruolo dei funzionari, la categoria D, che assume e compie attività di responsabilità, motivo per cui percepiscono oltre allo stipendio un’indennità di responsabilità.

 

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