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Mobilità Volontaria Interscambio Comando Fuori Ruolo

La mobilità volontaria compensativa dei Dipendenti Pubblici

 

INTERSCAMBIO TRA PUBBLICI IMPIEGATI 

Lavori nel Pubblico Impiego, fai parte del mondo dei dipendenti pubblici e statali?

Sei anche un militare (finanza, polizia, carabinieri, vigili del fuoco)

Sei stanco di fare il pendolare?

Incrocia le dita e vai, inserisci e pubblica il tuo annuncio di mobilità compensativa. Scegli dalla categoria il campo corrispondente al tuo impiego, per esempio se sei un docente scegli scuola, se lavori negli enti locali scegli regioni, comune, provincia, città metropolitana – se sei un infermiere, dottore/medico scegli S.S.N., e via discorrendo.

 

Che cosa è l’Interscambio e la Mobilità Volontaria nel Pubblico Impiego?

La mobilità volontaria è quell’istituto giuridico attraverso il quale il dipendente pubblico chiede il trasferimento ad altra amministrazione avendo però a disposizione il nulla osta del datore di lavoro cedente.

La mobilità nel pubblico impiego può essere di due tipologie: mobilità permanente e mobilità temporanea.

La mobilità permanente, il trasferimento del lavoratore da un’amministrazione all’altra avviene in via definitiva; giuridicamente questo passaggio si realizza attraverso la “cessione del contratto individuale di lavoro”.

La mobilità temporanea si realizza invece, attraverso l’applicazione di altri e diversi istituti giuridici e cioè:

il comando,

il distacco;

il fuori ruolo

A differenza della mobilità volontaria permanente, la titolarità del rapporto di lavoro rimane in capo all’amministrazione cedente ed il trasferimento è a termine cioè a tempo.

La mobilità permanente si può a sua volta suddividere in due tipologie più specifiche:

1) la mobilità volontaria, di cui si è già detto e nella quale è il dipendente a chiedere il trasferimento; il passaggio è tuttavia subordinato al consenso di entrambe le amministrazioni;

2) la mobilità imposta dall’amministrazione, dove il trasferimento del dipendente pubblico, avviene per motivi oggettivi, come nel caso di dichiarazione di eccedenza di personale seguita da ricollocazione presso altra amministrazione ovvero nei casi di fusione o trasferimento di competenze tra diverse amministrazioni, con contestuale passaggio di personale.

Ritengo che la mobilità volontaria sia lo strumento ideale per avere lavoratori più motivati, in molti casi più riposati e con un impegno più confacente alle loro esigenze di vita.

 

La Mobilità nel Pubblico Impiego CERCASI ANIMA GEMELLA 

Posso dire che la mobilità per interscambio funziona un po’ come una permuta: io prendo il tuo impiego e tu il mio. Essendo quasi impossibile conoscere persone con la propria necessità, nel corso degli anni è nato qualche sito web che di fatto opera come un ufficio di collocamento e permette di pubblicare un annuncio con città di provenienza, profilo professionale e destinazione desiderata.

Per cambiare sede di lavoro, infatti, occorre il nulla osta del dirigente preposto presso l’amministrazione pubblica interessata.

E fra blocco del turn over e assunzioni inesistenti da anni, passaggio delle personale dalle ex province e della Croce Rossa italiana in tempi di magra nessuno vuole privarsi del personale.

Non a caso solo uno statale ogni 100 in media ci riesce, secondo l’ultimo rapporto dell’Aran, l’agenzia che rappresenta la Pubblica amministrazione nella contrattazione collettiva.

Resta il fatto che trovare l’altra collega dipendente pubblico disponibile a interscambiare il suo posto di lavoro con il tuo, è difficilissimo. Pochi dipendenti pubblici e statali ce la fanno: grosso modo i fortunati sono una ventina l’anno.

Sappiamo che le amministrazioni pubbliche (Enti Locali, Ministeri, etc) ostacolano – non agevolano il percorso della mobilità volontaria –


Ecco perché nasce il sito www.dipendentipubblici.eu – per dare la possibilità di inserire gratis e pubblicare annunci di mobilità, di interscambio tra dipendenti statali.

L’unico modo per trasferirsi e ridurre al minimo la discrezionalità dei dirigenti (chiamati comunque a dare il via libera finale/nulla osta) ancora oggi, dopo le famigerate riforme bla bla bla, siamo ancora costretti a dimostrare che c’è qualcuno con lo stesso profilo professionale disposto a occupare il posto di lavoro che si intende lasciare (e viceversa).
Ma nonostante questa sottile possibilità la realtà amministrativa è ben diversa soprattutto quando la Pubblica Amministrazione dovrà esprimersi sulla richiesta di nulla osta all’interscambio.

Chi ci riesce, la vive comprensibilmente come un miracolo.

Come l’impiegata di Siena che, dopo tre anni di attesa, è riuscita quanto meno ad avvicinarsi al marito a Benevento ottenendo un trasferimento a Napoli. Oppure il dipendente del comune di Messina che ha trovato uno scambio con un collega sconosciuto che lavorava a Milano.  E’ successo anche ad Angela che dall’Univeresità di Bari, attraverso la mobilità comensativa ha interscambiato il proprio posto di lavoro con quello di un collega, stesso profilo giuridico, dipendente del Comune.
Per tutti gli altri, in attesa di una mobilità compensativa più flessibile, non resta che sperare. Almeno quello non costa nulla.

 DAI SU CHE ASPETTI INSERISCI IL TUO ANNUNCIO DI MOBILITA’ COMPENSATIVA/INTERSCAMBIO

Mario è un ispettore della polizia provinciale a Reggio Calabria e sogna il Trentino. Alessandro è una archivista della Regione Piemonte e vuole tornare in Sicilia per stare più vicina ai familiari. Carla invece vive in provincia di Brescia ma lavora a Cremona e non pretende molto: solo avvicinarsi un po’ di più a casa. Daniele vorrebbe solo avvicinarsi di qualche chilometro alla sede di lavoro, risparmiando così al giorno ben 40 km e riducendo la spesa del carburante.
Davide invece, sogna di essere un dipendente pubblico mobile e, per arricchire il proprio bagaglio culturale e lavorativo vorrebbe compensare con colleghi ogni 3/4 anni. Non riesco a stare sempre nello stesso posto pubblico, sovente il lavoro diventa monotono e meccanico, sarebbe bello ogni tanto cambiare senza troppi problemi, senza raccomandazioni, senza chiedere favori ai politici del proprio ente pubblico. D’altronde anche le riforme volute dai nostri ministri della P.A. stabilivano, ma non attuano, un turn over dei dirigenti ogni tot anni.

 

Come poter dormire mezza ora in più o evitare di tornare a casa troppo tardi la sera.
Come poter lavorare da nord a sud nella pubblica amministrazione?
E che dire della mobilità internazionale dei dipendenti statali?

E a volte addirittura c’è chi pure vuole allontanarsi dalla propria regione perché non si trova più a suo agio nel paese in cui viva. Magari si vuole andare in altra parte di Italia.

Un’ambizione comune a tutti i pendolari dipendenti pubblici sempre più colpiti da tagli e disservizi di ogni genere. E allora inserisci e pubblica il tuo annuncio di mobilità interscambio e cerca il collega disponibile alla mobilità compensativa

 

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